Ieri 16 marzo 2026, è entrato ufficialmente in vigore il decreto attuativo della legge Gelli-Bianco che introduce l’obbligo di copertura assicurativa per il rischio di responsabilità sanitaria.
La finalità principale è ridurre il contenzioso e garantire maggiore tutela ai pazienti, permettendo allo stesso tempo a medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti, farmacisti e agli altri professionisti sanitari di operare con maggiore serenità. Molto spesso, infatti, gli operatori non sono direttamente responsabili degli errori contestati, che derivano piuttosto da carenze organizzative delle strutture in cui lavorano. Il timore di azioni legali può portarli a evitare casi clinici complessi oppure, al contrario, a ricorrere a un eccesso di prescrizioni come forma di “difesa preventiva”.
Con la legge 24/2017, la responsabilità principale nelle richieste di risarcimento ricade sulle strutture sanitarie, mentre l’azione di rivalsa nei confronti del singolo dipendente è limitata da soglie economiche e circoscritta ai casi di dolo o colpa grave (per i quali si attende ancora un provvedimento specifico). Per il paziente danneggiato, ciò significa potersi confrontare con una controparte solvibile, come già avviene in altri ambiti della responsabilità civile.
Negli ultimi mesi diverse compagnie hanno introdotto polizze dedicate, adeguate ai requisiti e alle procedure operative previste dal nuovo quadro normativo.
Il mancato ottemperamento dell’obbligo assicurativo da parte dei sanitari liberi professionisti costituirà anche illecito disciplinare e potrà pertanto essere oggetto di specifica sanzione.


